PER FORZA E PER AMORE
Abbiamo letto con interesse larticolo in due puntate di Onorato
Bucci su "Il Tempo Molise" del 3 e 4 ottobre e abbiamo apprezzato lappello
accorato del docente che pretende attenzione nei confronti dellAteneo della sua
terra, "per forza e per amore" direbbe lo stesso Bucci pensando ai suoi
trascorsi senesi.
Non comprendiamo, però, la sua difesa unilaterale, quasi
corporativista, dei colleghi docenti e dellistituzione universitaria in generale. Da
essa i molisani pretendevano pulizia morale e prestigio. Invece, non dimentichiamolo, è
stata la prima Università ad avere il Rettore inquisito per un affare, se non ricordiamo
male, di concorsi poco chiari e per aver usato impropriamente il cellulare della
presidenza. Quelle bollette telefoniche erano pagate proprio dagli studenti che Onorato
Bucci, nella seconda parte del suo articolo, accusa di "pretendere la promozione
senza aver studiato" e che "schiattano di risate, sicuri di aver fatto fesso il
docente, appena si prende il 18".
Gli studenti molisani, dice Bucci, fanno arrivare raccomandazioni ai
professori per "una viltà che si trascina esame per esame" giorno dopo giorno
fino a diventare farsa vergognosa. E il pretendere tutto e subito, come cinquantanni
di gestione politica hanno abituato nel Molise".
Tutto ciò non è serio. A noi sembra che il prestigio di una
Università non si misuri dal numero delle raccomandazioni arrivate ai docenti, ma dal
numero di raccomandazioni che i docenti respingono al mittente. Come mai il corpo docente
non ha mai parlato di queste cose? Come mai i rappresentanti dellUniversità del
Molise hanno sempre iniziato i loro paludati discorsi nelle occasioni istituzionali a cui
erano invitati, con ringraziamenti e salamelecchi alle autorità? Perchè non hanno
denunciato le pressioni che ricevevano e, da uomini di cultura, lo sperpero dei soldi
pubblici per le varie sagre della birra e altre cose del genere a cui è ridotta ormai la
cultura molisana? E, visto che cerano, perchè non denunciare anche le pressioni per
il reclutamento degli assistenti?
"Lintellettuale? - diceva Flaiano - Comunque contro!"
Nel Molise gli intellettuali non ci sono per i cinquantanni di gestione politica di
cui parla Bucci e per i continui inchini di approvazione che il mondo accademico fa oggi
nei confronti di quello politico. Non servono facoltà o dipartimenti ulteriori: non serve
alimentare una Università per farne un parcheggio di giovani così da evitare, come dice
Bucci, "contraccolpi sociali di difficilissimo controllo". Vengano le
insurrezioni, se questa è la situazione, diciamo noi. Affinchè il Molise abbia la sua
classe dirigente formata in loco, affinchè ci sia un futuro culturale per la
nostra terra, ripuliamo lAteneo dalla sporcizia clientelare, così che venga fuori
dalluovo sannita un intellettuale, almeno un giornalista che sappia replicare agli
articoli di Onorato Bucci. E Lei, professore, sia serio: non dia più "18" ai
molisani che non lo meritano.
[Giovanni Petta, In risposta ad Onorato Bucci,
"Extra", 11 ottobre 1997]