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NOSTALGIA

È notte nel paese dei funghi. La pioggia ha sciolto la neve e il sole ha asciugato le vie e i muriccioli di cemento dove siedono le ragazze, a due passi dal bar.

Qualcuno è morto: don Peppino suona le sue campane. In piazza non c’è nessuno. Da via Madonna scende Cerro con la colla e i manifesti. Qualcuno si avvicina a lui: parlottano.

Luigi, il barista, torna a casa con la sua 127 e saluta Enzo, la guardia municipale, che esce dalle rimesse comunali alla guida dello scuolabus.

Gli abeti del giardino sono vestiti a festa: forse è Natale. Qualcuno entra da Ninetta con due borse enormi. Il monumento è grigio, come sempre, e un’automobile gli gira intorno: una, due, tre volte. Qualcosa non funzione. Ecco, si ferma, riparte.

Finalmente Cico: arriva da casa sua in Volkswagen. Si ferma al bar, prende un caffè. Imposimato si affaccia dal suo negozietto, saluta Domenico Pallante, poi rientra.

Tubo torna dal lavoro e Felice, l’impiegato postale, l’osserva scendere dall’auto. Peppino, il medico del paese, si avvia all’ambulatorio.

Qualcuno pensa tutto ciò a mille chilometri di distanza.

L'esordio è nel 1989, su "Meridiano 2". Sabino d'Acunto decide di pubblicare il il racconto "La parabola del poeta dell'inutile".

Alessandro Fo, nei primi anni Novanta, lo spinge a pubblicare su "Erba d'Arno" alcuni dei suoi racconti.

  

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E' uscito "9 racconti più 2" che contiene
"La putrefazione del gambero rosso" di Giovanni Petta

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