NOSTALGIA
È notte nel paese dei funghi. La pioggia
ha sciolto la neve e il sole ha asciugato le vie e i muriccioli di cemento dove siedono le
ragazze, a due passi dal bar.
Qualcuno è morto: don Peppino suona le sue campane. In piazza non cè nessuno. Da
via Madonna scende Cerro con la colla e i manifesti. Qualcuno si avvicina a lui:
parlottano.
Luigi, il barista, torna a casa con la sua 127 e saluta Enzo, la guardia municipale, che
esce dalle rimesse comunali alla guida dello scuolabus.
Gli abeti del giardino sono vestiti a festa: forse è Natale. Qualcuno entra da Ninetta
con due borse enormi. Il monumento è grigio, come sempre, e unautomobile gli gira
intorno: una, due, tre volte. Qualcosa non funzione. Ecco, si ferma, riparte.
Finalmente Cico: arriva da casa sua in Volkswagen. Si ferma al bar, prende un caffè.
Imposimato si affaccia dal suo negozietto, saluta Domenico Pallante, poi rientra.
Tubo torna dal lavoro e Felice, limpiegato postale, losserva scendere
dallauto. Peppino, il medico del paese, si avvia allambulatorio.
Qualcuno pensa tutto ciò a mille chilometri di distanza.